venerdì 26 giugno 2009
venerdì 19 giugno 2009
IL SOLE

IL SOLE
Charles Baudelaire
Lungo il vecchio sobborgo, ove le persiane
pendono dalle catapecchie rifugio di segrete lussurie,
quando il sole crudele batte a raggi raddoppiati
sulla città e i campi, sui tetti e le messi,
io mi esercito tutto solo alla mia fantastica scherma,
annusando dovunque gli imprevisti della rima,
inciampando nelle parole come nel selciato,
urtando qualche volta in versi a lungo sognati.
Questo padre fecondo, nemico di clorosi,
sveglia nei campi i vermi e le rose,
fa svaporare gli affanni verso il cielo,
immagazzina miele nei cervelli e negli alveari.
È lui a ringiovanire coloro che vanno con le grucce
e a renderli allegri, dolci come fanciulli,
lui a ordinare alle messi di crescere
e maturare entro il cuore immortale c
he vuol sempre fiorire.
Quando, simile a un poeta, scende nelle città,
nobilita le cose più vili
e s'introduce da re senza rumore, senza paggi,
entro tutti gli ospedali e tutti i palazzi.
Charles Baudelaire
Lungo il vecchio sobborgo, ove le persiane
pendono dalle catapecchie rifugio di segrete lussurie,
quando il sole crudele batte a raggi raddoppiati
sulla città e i campi, sui tetti e le messi,
io mi esercito tutto solo alla mia fantastica scherma,
annusando dovunque gli imprevisti della rima,
inciampando nelle parole come nel selciato,
urtando qualche volta in versi a lungo sognati.
Questo padre fecondo, nemico di clorosi,
sveglia nei campi i vermi e le rose,
fa svaporare gli affanni verso il cielo,
immagazzina miele nei cervelli e negli alveari.
È lui a ringiovanire coloro che vanno con le grucce
e a renderli allegri, dolci come fanciulli,
lui a ordinare alle messi di crescere
e maturare entro il cuore immortale c
he vuol sempre fiorire.
Quando, simile a un poeta, scende nelle città,
nobilita le cose più vili
e s'introduce da re senza rumore, senza paggi,
entro tutti gli ospedali e tutti i palazzi.
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poesia
sabato 23 maggio 2009
Primavera
come il fumo lei penetra in ogni fessura;
ha le labbra di carne, i capelli di grano.
Che paura, che voglia che ti prenda per mano;
che paura, che voglia che ti porti lontano.
(Fabrizio De André)
sabato 25 aprile 2009
Liberazione festa di tutti

Aprile 1945
Ecco, la guerra è finita.
Si è fatto silenzio sull’Europa.
E sui mari intorno ricominciano di notte a navigare i lumi.
Dal letto dove sono disteso posso finalmente guardare le stelle.
Come siamo felici.
A metà del pranzo la mamma si è messa improvvisamente a piangere per la gioia,
nessuno era più capace di andare avanti a parlare.
Che da stasera la gente ricominci a essere buona?
Spari di gioia per le vie, finestre accese a sterminio,
tutti sono diventati pazzi, ridono, si abbracciano,
i più duri tipi dicono strane parole dimenticate.
Felicità su tutto il mondo è pace!
Infatti quante cose orribili passate per sempre.
Non udremo più misteriosi schianti nella notte
che gelano il sangue e al rombo ansimante dei motori
le case non saranno mai più cosi ‘ immobili e nere.
Non arriveranno più piccoli biglietti colorati con sentenze fatali,
Non più al davanzale per ore, mesi, anni, aspettando lui che ritorni.
Non più le Moire lanciate sul mondo a prendere uno
qua uno là senza preavviso, e sentirle perennemente nell'aria,
notte e dì, capricciose tiranne.
Non più, non più, ecco tutto;
Dio come siamo felici
D. Buzzati
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25 Aprile
giovedì 9 aprile 2009
Pasqua
Auguri di una BUONA PASQUA
Anche se in questo momento mi riesce difficile fare gli auguri,
in questi giorni il mio pensiero è sempre rivolto a tutti gli abitanti dell'Abruzzo che hanno subito un evento così drammatico e tragico.
Non ci sono parole che possono esprimere il dolore, mi sento vicina a tutti loro…
Anche se in questo momento mi riesce difficile fare gli auguri,
in questi giorni il mio pensiero è sempre rivolto a tutti gli abitanti dell'Abruzzo che hanno subito un evento così drammatico e tragico.
Non ci sono parole che possono esprimere il dolore, mi sento vicina a tutti loro…
martedì 24 marzo 2009
sabato 7 marzo 2009
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